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IL CONSUMATORE FUORI CASA

7 Apr 2015

 Vi proponiamo un articolo che delinea il nuovo consumatore, diventato mobile ed esigente, meno fedele alla sedentarietà e più nomade; Tra i nuovi trend di consumo si evidenzia una maggior attenzione alla salute e cura di sé.

 

Dimenticatevi “il” cliente: non esiste più. La crisi non c’entra. Anche perché i consumatori, il fuori casa, non lo mollano. La questione è un’altra: ogni momento di consumo è una storia a sé. TradeLab ha censito 70 pratiche di consumo: ne emerge il ritratto di un consumatore mobile ed esigente, che a seconda del momento sceglie il luogo meglio in grado di soddisfare il suo bisogno. «Per un locale è fondamentale definire il proprio posizionamento - afferma Angela Borghi, consulente senior di TradeLab - e costruire l’offerta in funzione dei bisogni che il cliente manifesta rispetto alla tipologia di locale a cui si appartiene». Non a tutti i locali, infatti, il cliente chiede la stessa cosa. Al contrario: a seconda del momento di consumo e del tipo di locale scelto indossa un “abito mentale” diverso e guarda con più attenzione ad alcune cose piuttosto che ad altre. Ci sono delle tendenze di fondo, però, che è meglio tener presente: «Sul fronte della struttura della popolazione - afferma Borghi - abbiamo una popolazione con più anziani, più coppie senza figli e più single. Crescono anche gli stranieri, sia come popolazione sia come imprenditori: il 15% delle attività bar e ristoranti, oggi, sono intestate a cittadini esteri. Dentro la crisi del mercato del lavoro emerge un aumento del peso dell’occupazione femminile, che porta con sé una maggior richiesta di prodotti light e biologici, in particolare per il pranzo e per l’aperitivo, momenti di consumo dove la percentuale di donne è in crescita. Infine, il calo del Pil pro capite impone, anche nel fuori casa, una forte attenzione alla spesa». Oltre alla struttura della società, cambiano anche i comportamenti: «Gli elementi più significativi - continua Borghi - sono la riduzione di spostamenti, spese per intrattenimento e vacanze, che penalizzano soprattutto i locali collocati nei punti di passaggio, e la crescente abitudine a consumare ovunque, facilitata dalla presenza sempre più diffusa di distributori automatici, arrivati a 2,4 milioni di apparecchi».