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ALIMENTAZIONE SENZA GLUTINE

7 Apr 2015

Per chi segue un'alimentazione priva di glutine, saper leggere le etichette di qualsiasi alimento si rivela necessario per escludere dalla dieta anche tutte le possibili fonti di contaminazione in tracce.

Partiamo dal chiarire che esistono tre grandi categorie di prodotti da distinguere:
- Gli alimenti dietoterapici
- In filiere controllate (come tutta la linea dei prodotti Schär)
- Gli alimenti naturalmente privi di glutine ma che potrebbero diventare contaminati in fase di lavorazione o stoccaggio
- Gli alimenti privi di glutine

Il Codex Alimentarius aggiornato nel Luglio 2008 e recepito dal regolamento Europeo Ce n.41/2009, stabilisce che non è ammesso l’utilizzo del claim “senza glutine” nei prodotti che ne sono naturalmente privi e che non subiscono trattamenti (ad es. il latte fresco o l’acqua minerale). Per questi prodotti è vietata la dicitura “senza glutine”, che potrebbe confondere il consumatore celiaco, invogliandolo all’acquisto basato sulla non corretta informazione.

Il claim risulta invece appropriato per tutti gli alimenti (e sono tanti!), che subiscono una lavorazione a rischio contaminazione: fecola di patate, amido di mais, zucchero a velo, cacao in polvere e cioccolato in tavolette, caffè liofilizzato, patatine, succhi di frutta e yogurt alla frutta sono tra le categorie a rischio.

Restano salve le regole comuni sull’etichettatura: le etichette devono essere indelebili e facili da leggere e comprendere; devono riportare quantità, denominazione, ingredienti elencati in ordine decrescente di peso (fanno eccezione i preparati a base di frutta o verdura mista), compresi quelli che possono provocare reazioni allergiche (…nocciole, latte, uova, pesce); devono indicare la durata del prodotto, il produttore, se è biologico o ogm, l’origine, il valore nutritivo, le indicazioni nutrizionali e sulla salute del consumatore.

Dal momento dell’approvazione è stato concesso tempo fino al 1 gennaio 2012 per l’adeguamento alla normativa. Da allora è entrato in vigore il regolamento europeo che ci aiuta a spendere più consapevolmente e in maniera sicura per la nostra salute.

http://ec.europa.eu/food/food/labellingnutrition/foodlabelling/index_en.htm